il profumo del pane


luilei2Da un po’ vedevo Giulio e la Valeria schizzare fuori dal treno velocissimi appena arrivati a Venezia. Poichè l’orario cadenzato ci fa arrivare con un notevole anticipo non capivo perché i due avessero tanta fretta.

Li vedevo andare avanti veloci, mentre io e Laura scendevamo con la nostra santa calma, e perciò pensavo avessero cose speciali da dirsi tra di loro.
Già facevo l’abbandonica. Laura, no. Lei è serafica. E’ un po’ Marilyn de’ noantri:
a) perché è l’unica tra noi  a portare i tacchi – si lo so siamo solo in tre ,Giulio non conta –
b) perché è bionda
c) perché qualche volta può sembrare svaporata anche se proprio non lo è.

Insomma, mentre la svaporata -si fa per dire – prosegue lentamente, io trotterello davanti per insinuarmi tra i due e finalmente capisco perché hanno tutta questa fretta.

All’angolo di *** (nuovo negozio regalatoci dal progetto Grandi Stazioni) sta LUI.

Nessuno conosce LUI ma si sa che aspetta LEI che arriva con il nostro treno.
Naturalmente nessuno conosce neanche LEI.
Ma poiché i due non sono proprio degli sbarbini, la prima ipotesi  – che si trattasse di una relazione clandestina – aveva solleticato la curiosità dei miei compagnucci di treno.

Col tempo, gli appostamenti e le riflessioni, abbiamo deciso che sono solo due che si sono innamorati: lui aspetta lei, la accompagna per un pezzo, mano nella mano, e poi se ne torna indietro verso il suo posto di lavoro (lo so perché lo incrocio di nuovo sul ponte cinque minuti dopo).

Gli innamorati sono come quelle vecchie affacciate alle finestre : hai la sensazione di qualcosa di vivo all’interno di un paesaggio, ti giri e vedi la vecchia al balcone o – in questo caso – lo sguardo di uno che aspetta. Facile guardare verso la sua direzione e vedere gli occhi di lei mentre lo vede.

Allora c’hai un po’ di farfalle nello stomaco  e con un pizzico di invidia vorresti seguirli.

E’ quasi come l’odore del pane appena sfornato,


della panna nella latteria,
del sugo con i peperoni,
delle guance dei bambini,


della terra bagnata,
del gatto che ti dorme in testa…


dell’erba,
della primavera,


del primo caffè

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